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lunedì 10 ottobre 2011

L'incrocio principale della mia città

Nei pressi della mia casa c'è un incrocio di strade. La Statale Adriatica, che unisce tutta la costa orientale dell'Italia e la Statale Salaria, l'antica via del Sale, che congiungeva Roma alle rive dell'Adriatico. Quando ero bambino era l'incrocio simbolo di Porto d'Ascoli, forse il primo nucleo attorno a cui si è sviluppato l'intero centro abitato. Gli uffici dell'anagrafe, i vigili urbani e i giardinetti, l'alimentari e due bar (quando al bar si andava a comprare le sigarette e a giocare a carte o a bigliardo, oppure a telefonare). Oggi continuo a passare per quelle strade. Anzi il semaforo mi obbliga anche a fermarmi a pensare. Due angoli di quell'incrocio sono occupati da locali in cui si gioca d'azzardo "legalmente". Un altro angolo è dominato da un "compro oro", altra "legalizzazione" inquietante. Il terzo angolo è in vendita. E mi domando cosa altro potranno ospitare quegli 85 metri quadrati vuoti. Macchinette mangiasoldi, "compro oro" e vuoto stanno all'incrocio principale della mia città, luogo in cui passa la vita di tanti. Se questi sono i segni dei tempi, mi domando: che tempi?

giovedì 6 ottobre 2011

Ero scoraggiato, e sono stato consolato!


Davanti ad alcune questioni che sembrano insolubili, e a causa di situazioni che sembrano non cambiare mai, e prostrato dall'apparente indifferenza altrui, ho ceduto alla tentazione di dire: "Basta! Tanto non serve a nulla! Non ne vale proprio la pena! Le cose non cambieranno mai!". Anche se qualche giorno prima, commentando una pagina di Vangelo avevo detto che non bisogna mai ragionare così. Sono caduto nella trappola della tentazione. Nel peccato della sfiducia, della rassegnazione, e forse anche della superbia, ritenendomi migliore degli altri.
Poi questa Parola del Signore, nella liturgia quotidiana:
Duri sono i vostri discorsi contro di me - dice il Signore - e voi andate dicendo: "Che cosa abbiamo detto contro di te?". Avete affermato: "È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto dall'aver osservato i suoi comandamenti o dall'aver camminato in lutto davanti al Signore degli eserciti? Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti". Allora parlarono tra loro i timorati di Dio. Il Signore porse l'orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. Essi diverranno - dice il Signore degli eserciti - la mia proprietà particolare nel giorno che io preparo. Avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve. (Malachia 3,13-17)
E mentre i meteorologi annunciavano l'arrivo del freddo e scendeva la sera, il mio cuore si è scaldato alla luce della tua tenerezza, o Signore. Grazie! E senza attendere domani, già ora, mi rimetto in cammino con entusiasmo. A servizio tuo. Grazie!

mercoledì 5 ottobre 2011

Incontri

Ho la sensazione che tutto dipenda dall'incontro tra persone. Non sono necessarie molte competenze, ma l'autenticità. Non grandi mezzi, ma la benevolenza accogliente. Non tante parole, ma la verità.
E se vogliamo davvero seminare ovunque il Vangelo dobbiamo cominciare a parlare la lingua degli uomini e delle donne di oggi, a vestire i loro panni e ad abitare i loro luoghi. Perché Gesù ha fatto così! Non per altro.
Ho la sensazione che stiamo perdendo l'occasione per riscaldare il cuore del nostro prossimo, con i nostri giudizi, le nostre manie, le nostre tradizioni vuote.
La rassegnazione non è evangelica! La presunzione neppure! Continuiamo a camminare insieme, un po' peccatori e un po' ignoranti. Fiduciosi nel solo Amico che tutti ci può guarire e consolare. :)