Condivido il comunicato dei giovani di Azione Cattolica sulla giornata di sabato 15 ottobre, riguardo la manifestazione degli "indignati" a Roma
quasi un diario di viaggio, come chi pur non essendo mai a casa, si sente sempre accolto
AVVISO Iai NAVIGANTI
A breve il blog sarà trasferito su www.appuntidiunpellegrino.it
domenica 16 ottobre 2011
venerdì 14 ottobre 2011
Don Chisciotte, l'illuso che aveva ragione
Intorno a me non lo vedevo e non lo conoscevo il verbo amare. Avevo appena letto il Don Chisciotte intero e mi ero confermato. Dulcinea era latte cagliato nel cervello del cavaliere eroico. Non era dama e si chiamava Aldonza. Ho saputo poi che per i lettori è un libro divertente. Lo prendevo alla lettera e mi faceva piangere di rabbia la batosta che doveva subire a ogni capitolo.I suoi cinquant'anni arditi e rinsecchiti erano per me a quel tempo l'età di cornicione per chi rasenta l'abisso del sonnambulo. Temevo per Chisciotte da un capitolo all'altro. Giusto la mia malizia di lettore mi rassicurava: il libro conteneva pagine davanti a centinaia, non poteva morire nelle prime. Mi faceva lacrime di rabbia lo scrittore che ammaccava di colpi la sua creatura. E dopo le bastonate, le sconfitte, a maggior penitenza gli spalancava gli occhi, lo squarcio di un momento, per fargli vedere la realtà miserabile com'era. E invece aveva ragione lui, Chisciotte, secondo i miei dieci anni: niente era come sembrava. L'evidenza era un errore, c'era dovunque un doppio fondo e un'ombra. (E. De Luca, I pesci non chiudono gli occhi, Feltrinelli)
Direbbe un altro grande autore a me caro: l'essenziale è invisibile agli occhi. E allora qualche volta vale la pena aprire il cuore, rinunciare all'ovvio e lasciare spazio all'improbabile e all'inatteso.
martedì 11 ottobre 2011
49 anni fa, il Concilio Vaticano II
La Madre Chiesa si rallegra perché, per un dono speciale della Divina Provvidenza, è ormai sorto il giorno tanto desiderato nel quale qui, presso il sepolcro di san Pietro, auspice la Vergine Madre di Dio, di cui oggi si celebra con gioia la dignità materna, inizia solennemente il Concilio Ecumenico Vaticano II.
Il Concilio che inizia sorge nella Chiesa come un giorno fulgente di luce splendidissima. È appena l’aurora: ma come già toccano soavemente i nostri animi i primi raggi del sole sorgente! Tutto qui spira santità, suscita esultanza. Contempliamo infatti stelle aumentare con il loro chiarore la maestà di questo tempio, e siete voi, secondo la testimonianza dell’Apostolo Giovanni ; e per voi risplendere i candelabri d’oro intorno al sepolcro del Principe degli Apostoli, che sono le Chiese a voi affidate. Vediamo anche le degnissime personalità che sono convenute a Roma dai cinque continenti, in rappresentanza delle proprie Nazioni, e che sono qui presenti con grande rispetto e in cortesissima attesa.
Si può dunque dire che i Santi e gli uomini cooperano nella celebrazione del concilio: i Santi del Cielo sono impegnati a proteggere i nostri lavori; i fedeli ad elevare a Dio ardenti preghiere; e voi tutti, assecondando prontamente le soprannaturali ispirazioni dello Spirito Santo, ad applicarvi attivamente perché le vostre fatiche rispondano pienamente alle attese e alle necessità dei diversi popoli. Perché ciò si avveri, si richiedono da voi la serena pace degli animi, la concordia fraterna, la moderazione delle iniziative, la correttezza delle discussioni, la saggezza in tutte le decisioni.Che il vostro impegno e il vostro lavoro, ai quali sono rivolti non solo gli occhi dei popoli, ma anche le speranze del mondo intero, corrispondano largamente alle attese.Dio Onnipotente, in te riponiamo tutta la fiducia, diffidando delle nostre forze. Guarda benigno a questi Pastori della tua Chiesa. La luce della tua grazia suprema Ci assista nel prendere le decisioni, sia presente nell’emanare leggi; ed esaudisci prontamente le preghiere che rivolgiamo a te in unanimità di Fede, di voce, di animo.
(Discorso all'apertura del Concilio Vaticano II di Giovanni XXIII)
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